I tumori, oggi, fanno meno paura. La sopravvivenza a questa patologia, negli ultimi anni, è infatti aumentata significativamente ed a confermarlo sono anche gli ultimi dati relativi ai registri tumori italiani. Ma resta una nota dolente: se ci si ammala nelle regioni del Sud Italia, le possibilità di sopravvivere sono inferiori del 10%.
Segno che l'Italia della sanità e delle opportunità di accesso alle migliori cure disponibili resta, ancora, divisa in due. Il dato positivo, dunque, è che la sopravvivenza ai tumori a cinque anni dalla diagnosi è del 45,7% negli uomini e del 57,5% nelle donne: un risultato in linea con la media europea e che mostra un miglioramento negli ultimi vent'anni. I dati arrivano da uno studio pubblicata sulla rivista 'Epidemiologia e prevenzione' e curato da Stefano Rosso del Centro di prevenzione oncologica di Torino, che ha esaminato la situazione della sopravvivenza ai tumori in Italia in base ai dati dell'Associazione italiana registri tumori (Airt). Lo studio è diffuso sul sito dell'Istituto superiore di sanità (Iss) 'Epicentro'.
- AUMENTA LA SOPRAVVIVENZA IN ITALIA E MIGLIORANO TERAPIE
I risultati mostrano che oggi la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi è del 45,7% negli uomini e del 57,5% nelle donne, per tutti i tumori esclusi i carcinomi della cute.Questi dati rappresentano un aumento rispetto al 1985 di circa il 15%, mentre per la sopravvivenza a dieci anni il miglioramento è circa del 6%. La maggiore sopravivenza è attribuita alla accresciuta disponibilità di terapie efficaci e alla diffusione dei programmi di screening.
- MA AL SUD 10% DI POSSIBILITA' IN MENO DI FARCELA
Il dato negativo è rappresentato invece dalle differenze dal punto di vista geografico: la sopravvivenza al Nord e al Centro é infatti più alta di circa il 10% rispetto al Sud. In media, i dati italiani sono in linea con quelli degli altri Stati europei, ma non ancora ai livelli degli Stati Uniti. Ad ogni modo, ha commentato il presidente dell'Iss Enrico Garaci, "é necessaria cautela nell'analizzare questi dati, senza dimenticare che il campione preso come riferimento nelle regioni meridionali è comunque numericamente inferiore rispetto a quello considerato nel nord sulla base dei registri tumori".
- TUMORI ALL'ESOFAGO E FEGATO I PIU' MORTALI
La percentuale di sopravvivenza dipende in modo significativo dal tipo di tumore: i più mortali sono i mesoteliomi (8,2%), i tumori dell'esofago (11,5%), del fegato (10,5% per gli uomini e 11,6% per le donne), delle vie biliari (13,7%), del pancreas (5,1% per gli uomini e 7,8% per le donne), del polmone (11,9% per gli uomini e 15,3% per le donne) e dell'encefalo (18,9% per gli uomini e 20,4% per le donne). Le prospettive di sopravvivenza migliori, invece, sono per i tumori al labbro (89,5%), i melanomi della pelle (79% per gli uomini e 87% per le donne), i tumori della mammella (82,6%), del corpo dell'utero (75,9%), della prostata (78,5%), del testicolo (88,1%), della tiroide (79,1% per gli uomini e 88,1% per le donne) e i linfomi di Hodgkin (80%).
lunedì 30 aprile 2007
Tumori, diminuisce mortalità, ma l'Italia è spaccata in due.
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